Verifica segno

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Verifica segno

Messaggioda Giuliano82 » 03 gen 2008, 22:00

In un torneo individuale su terra, in un incontro giocato senza arbitro , il giocatore A chiama una palla di B fuori, ma , a richiesta dell'avversario di venire a verificare il segno, afferma di averlo perso.

Viene chiamato il giudice arbitro al quale il giocatore A dice che secondo lui la palla era fuori ma non è in grado di mostrare il segno, il giocatore B dice invece che secondo lui la palla era buona.
A chi deve assegnare il punto il giudice arbitro ?
Giuliano82
 
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Messaggioda Ospite » 04 gen 2008, 13:15

nnnnnn
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Messaggioda Ospite » 04 gen 2008, 13:30

Il "Codice di arbitraggio senza arbitro" tra gli altri principi base, pone come pilastro del codice stesso il benefico del dubbio a favore dell'avversario.
Il giocatore A con la sua chiamata ha, in primo luogo, fermato il gioco a suo rischio sulla conseguente verifica del segno.
L'avversario chiede la verifica del segno ma il giocatore A non è più in grado di identificarla.
Ecco che a questo punto scatta il principio del beneficio del dubbio a fovore del giocatore B e il GA, di cui era stato richiesto l'intervento ma non era presenta al fatto, non può fare altro che decidere in questo modo.
Se invece il GA era presente al fatto ed aveva personalmente accertato la palla dentro o fuori, avrebbe deciso conseguentemente.
La proposta di chiamare un "let" e rigiocare il punto sarebbe una decisione non consona ai principi del Codice ed a sfavore del giocatore B.

Giuliano Giamberini
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Messaggioda casa » 17 gen 2010, 01:14

Giamberini, vorrei discutere la sua risposta che secondo me potrebbe non essere corretta, quindi vorrei capire dove sbaglio nei miei ragionamenti che sto per elencare:

premettendo che il regolamento cita:

1)"Ciascun giocatore fa tutte le chiamate nel proprio lato di campo;"

2)"Principio fondamentale è dare all'avversario il beneficio del dubbio: ogni palla, che non può essere chiamata "fuori" con sicurezza, è "buona" e rimane in gioco."

da queste 2 regole si evince che se un giocatore è sicuro di una chiamata out nella sua metà di campo, non entra in vigore il "beneficio del dubbio" proprio per la certezza della chiamata.

quindi secondo me la chiamata del giocatore A rimane valida anche qualora non si trovi il segno proprio perchè il dubbio non è sulla chiamata, (condizione che non fa scattare la regola del beneficio del dubbio) ma sulla posizione del segno (anche perchè può capitare che alcuni rimbalzi non lascino un segno evidente).

inoltre, non è corretto dare automaticamente dare il punto all'avversario nel caso non si trovi un segno perchè secondo questo principio anche in caso di segno contestato (cioè i 2 giocatori mostrano 2 segni diversi) il punto dovrebbe essere dato all'avversario, ma questo caso non è mi risulta essere mai stato interpretato in questo modo.

il modo corretto di procedere in caso di verifica del segno secondo me è che se dopo la chiamata del giocatora A il giocatore B chiede la verifica del segno, allora A vada a controllare il segno e corregge o meno la chiamata e qualora il segno non si trovi rimane valida la chiamata effettuata. (cioè A fa esattamente ciò che farebbe un giudice di sedia)

saluti
casa
 
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Messaggioda Giamberini » 17 gen 2010, 16:33

Rispondo secondo l'ordine del suo quesito.
1) Il CASA prevede che il giocatore effettua tutte le chiamate nel proprio lato di campo, e qui non vi sono dubbi.
2) Sul principio di dare all'avversario il beneficio del dubbio distinguiamo:
- ogni palla che non può essere chiamata "fuori" con sicurezza è "buona" e rimane in gioco. Anche qui non ci piove;
- ma se il chiamante ferma il gioco e poi non è in grado di accertare la correttezza della sua chiamata, subentra il dubbio. Cosa si decide in questo caso?
Ecco, è proprio in casi come questi che subentra l'applicazione del principio del "dubbio a favore dell'avversario", cioè quando la palla non rimane in gioco e non vi è la certezza sulla decisione definitiva dopo avere effettuato l'spezione del segno.
Ma perchè è stato a suo tempo introdotto questo principio?
Perchè il PR di quel torneo prevede che si giochi senza la presenza dell'arbitro, persona terza che decide al di fuori delle parti.
Ma affermare che ci si dovrebbe comportare come farebbe l'Arbitro che convalida la chiamata effettuata qualora dopo controllo sul campo non si trovi il segno (e quando c'è l'Arbitro è corretta questa decisione) equivarrebbe a lasciare una discrezionalità al chiamante che andrebbe oltre il rispetto del principio della "buona fede" (principio-pilastro che lei ha trascurato nel suo intervento) se costui non fosse persona corretta.

Nota.
Decisione dopo ispezione del segno, in questo caso, significa:
- non trovare il segno
- indicare due segni diversi
- non essere in grado di decidere sullo stesso segno

Saluti cordiali.
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Messaggioda casa » 18 gen 2010, 12:23

non ho citato il principio della buona fede proprio perchè senza di quella ogni regola successiva sarebbe inutile.

da come è stato enunciato, ritenevo che il beneficio del bubbio agisse fintanto che (ovvero solo fino a quando) il gioco non fosse fermato (ovvero si deve continuare a giocare finchè non si è certi che una palla è fuori).

quindi posso dire che se contesto il segno (indicandone un altro) di una palla chiamata dall'avvarsario il punto spetta a me per beneficio del dubbio!
giusto? (ma non sono convinto) come si procede in questo caso? (si tira a sorte come in caso di mancato accordo sul punteggio?)

grazie
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Messaggioda Giamberini » 18 gen 2010, 12:58

Trattandosi di materia per la quale non sempre vi sono risposte certe ma indirizzi di comportamento, andando a leggere il precedente post a titolo "Codice di arbitraggio senza arbitro" che contiene la scheda "Ispezione del segno su terra battuta", forse si trovano le risposte alle situazioni critiche se si osservano i vari passaggi in essa indicati.
Saluti cordiali.

PS. Da come tratti la materia con competenza, credo di capire che dovresti essere un collega A o GA. Allora saprai anche che sono di Varese e, se vuoi, puoi contattarmi.
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Messaggioda casa » 18 gen 2010, 13:45

sono solo un nc, ma che si è letto i regolamenti.

volevo solo capire qual era l'interpretazione ufficiale della fit (cioè quello che insegnano ai corsi da ga) sulla regola del beneficio del dubbio, avendola io interpretata in modo diverso de lei.

mi adeguerò senz'altro.

grazie di tutto.
casa
 
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Messaggioda Giamberini » 18 gen 2010, 14:46

Quando delegato come istruttore di corsi di formazione per Ufficiali di gara, nel corso delle mie lezioni ho sempre ribadito il principio del "beneficio del dubbio a favore dell'avversario" quando si gioca con l'applicazione del "Codice di arbitraggio senza arbitro", cioè solo ed esclusivamente nei tornei individuali.
Non le posso assicurare che altri colleghi abbiano mantenuto o confermato il medesimo postulato.
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Re: Verifica segno

Messaggioda KG.Stefano » 05 ago 2010, 20:53

Giuliano82 ha scritto:In un torneo individuale su terra, in un incontro giocato senza arbitro, il giocatore A chiama una palla di B fuori, ma, a richiesta dell'avversario di venire a verificare il segno, afferma di averlo perso.

Viene chiamato il giudice arbitro al quale il giocatore A dice che secondo lui la palla era fuori ma non è in grado di mostrare il segno, il giocatore B dice invece che secondo lui la palla era buona.
A chi deve assegnare il punto il giudice arbitro ?


a me è successo proprio questo, solo che il segno nn l'ho perso, ma incredibilmente la palla nn l'ha lasciato... l'avversario mi contesta la palla buona e viene ad indicarmi un segno (assurdo) sulla riga, scende il GAT e giudica che quel segno nn era altro che una scivolata!!! nn poteva mai esser il segno di una palla!!!... io credo solo nel principio della malafede, una palla fuori 10 cm nn puoi nn vederla, trattandosi di una volee fatta da vicino alla rete, qnd vedendo benissimo la riga di fondo... palla break oltretutto
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Messaggioda Giamberini » 06 ago 2010, 17:05

Siamo sempre alle solite.
Se nelle chiamate non si applica reciprocamente il principio della buona fede e il GAT casualmente non è presente al fatto, in campo può succedere di tutto.
C'è chi sostiene che ciascuno è arbitro dalla sua parte e, perciò, sarebbero valide le chiamate effettuate dal "giocatore momentaneamente anche arbitro".
Sono d'accordo, ma se non viene applicato il principio della "buona fede" le chiamate possono essere "volutamente" non corrette.
Ecco che allora di fronte al disaccordo su una chiamata e quando il "chiamante" autorizza l'avversario alla verifica del segno ma non vi è la certezza sulla sua valutazione o verifica, ecco che allora subentra il concetto del "dare all'avversario il beneficio del dubbio" (Regola 3 del Codice di arbitraggio senza arbitro).
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Messaggioda KG.Stefano » 10 ago 2010, 16:31

x la cronaca ho riportato il mio fatto spiacevole e sfortunato (poi ho subito ancora ma nn mi dilungo)... il fatto è che si possono mettere tutte le regole che vogliamo, i furbetti mirano a destabilizzare l'andamento dell'incontro, nn si potrà mai impedirglielo
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Dubbio

Messaggioda Andri60 » 26 gen 2012, 23:47

Mi inserisco forse tardivamente nella discussione.
Nei tornei di 4a - sarà forse per la foga - si e' soliti assistere a scene di questo tipo: chiamate lungo la linea di fondo e, al palesarsi della contestazione, lo sbarramento di occhi seguito dall'immediata ricerca del segno fuori più opportuno, spesso e volentieri totalmente diverso da quello effettivo. Ma se il chiamante, furbetto, mi marca un altro segno e all'arrivo del GA continua a sostenere che sia proprio quello, come ci si comporta ?
Scatta lo sputo in faccia ?
Il massimo risultato sono le due palle ?
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Messaggioda Giamberini » 27 gen 2012, 11:09

Caso 1.
Come premessa dobbiamo evidenziare che il Codice di arbitraggio senza arbitro (CASA) prevede che ciascuno è arbitro dalla sua parte.
Sempre in base al principio della buona fede, il chiamante dovrebbe indicare il segno corretto e non altri segni.
Infatti, nella riunione preliminare (breafing) prima dell'inizio dell'incontro il GAT dovrebbero consigliare ad entrambi i giocatori di cerchiare immediatamente il segno dopo una chiamata proprio per non perderlo di vista in caso di contestazione.
Nel caso specifico che hai segnalato, dici che è stato coinvolto il GAT per prendere una decisione.
Purtroppo, non presente al fatto, non può stabilire quale sia il segno corretto.
Ecco che in questo caso, malgrado il coinvolgimento del GAT, vale la chiamata del giocatore che è arbitro dalla sua parte.
Quale la soluzione?
Da questo punto in poi il GAT o trova una persona disponibile ad arbitrare oppure rimane lui a controllare fino alla fine dell'incontro per evitare ulteriori contestazioni pechè il GAT, quando presente al fatto può, di fronte a chiamate palesemente scorrette, intervenire autonomamente.

Caso 2.
Diversa è la decisione quando il chiamante, dietro cortese richiesta dell'avversario di verifica del segno, non è più in grado di trovarlo.
In questo caso scatta il principio del dubbio a favore dell'avversario ed il punto sarà a suo favore.
giuliano giamberini
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