Da Super Tennis n.12/2004: Una nuova fiducia. La replica di

Da Super Tennis n.12/2004: Una nuova fiducia. La replica di

Messaggioda Giuliano Giamberini » 12 gen 2005, 16:04

La mia intromissione non vuole essere una risposta diretta ai contenuti dell’intervista del sig. Mauro Guerrini pubblicata sul n.12 del magazine della FIT Super Tennis che mi coinvolge in prima persona ed integralmente riportata su questo sito, ma per gli amici lettori e fruitori di questo Forum trovo corretto e doveroso far conoscere integralmente il testo del mio intervento sulla attuale gestione del settore arbitrale che ho letto durante la recente assemblea elettiva di Castellaneta Marina.

Questo è stato l’unico intervento al quale, in quella sede, non è stata data alcuna risposta.

L’intervista in questione, va detto, si avvale di due titoli diversi: sul magazine Super Tennis è intitolato “Una nuova fiducia – Bilancio e propositi del presidente Mauro Guerrini”, mentre nel sito federale il titolo è “Giudici di gara – Bilancio dell’attività del presidente Guerrini”.

Quanto sopra senza polemica ma all’esclusivo scopo di esercitare il giusto diritto di informazione e di par – condicio.

La mia risposta articolata nei punti più importanti ho già provveduto ad inviarla alla redazione del magazine Super Tennis con l’invito al rispetto della Legge 47/48.

L’intervento di Giuliano Giamberini all’assemblea elettiva di Castellaneta Marina del 14 Novembre 2004.


Mi chiamo Giuliano Giamberini, rappresento il Team Village di Varese, sono Giudice arbitro ed ex componente del Comitato Centrale Ufficiali di gara e il mio intervento non è solamente rivolto alla categoria a cui appartengo ma anche a quei dirigenti che l’hanno sempre tenuta in scarsa considerazione e a lei presidente.

A proposito della categoria degli Ufficiali di gara, sul n.10 del magazine della FIT Supertennis si legge che “è stata finalmente raggiunta una funzionalità ottimale attraverso una politica di valorizzazione delle persone e dei ruoli”.

Io non me ne sono accorto: se chi ha scritto questa frase è convinto di ciò che ha affermato evidentemente delle due l’una: o deve avere un quadro della situazione molto lontana dalla realtà o non ci azzecca con il nostro settore.

La realtà che si tocca con mano è ben diversa dalla valorizzazione delle persone e dei ruoli, anzi, si registrano una costante ed inesorabile disaffezione e disinteresse che ci portano inevitabilmente all’azzeramento della preparazione professionale e del senso di appartenenza alla categoria stessa.

A malincuore noto che il settore arbitrale non c’è più, non nel senso fisico certamente, ma come competenza e professionalità indispensabili per le funzioni che l’Ufficiale di gara è tenuto ad esercitare.

Gli Ufficiali di gara, sulla carta, ci sono: negli Albi ne risultano iscritti oltre duemilasettecento (forse tremiladuecento?), ma quanti sono operativi?

Quali strumenti vengono messi in campo per la nostra crescita professionale indispensabili per migliorarci nella scala delle nostre capacità?

Mi risulta che a livello periferico si cerca di operare al meglio delle possibilità ma con i limiti e gli indirizzi che un dirigente locale può mettere in campo.

Occorre un decisivo cambio culturale e gestionale lasciandoci dietro un mondo ed un sistema sbagliato e negativo da dimenticare. Ci avevamo provato quando facevamo parte del Comitato Centrale, ma ci è stato impedito di proseguire sulla strada del recupero del settore per motivi meramente politico clientelari.

Confermo, motivi politico clientelari perché nel settore arbitrale la competenza, la conoscenza, l’esperienza e la meritocrazia non godono di gradimento.

Esercitare questi mezzucci in un settore che deve essere assolutamente tenuto nella massima neutralità e al di fuori dalle beghe e clientele politico sportive non fa bene non solo al settore stesso ma a tutto il movimento del tennis perché viene meno la qualità della prestazione dell’Ufficiale di gara sul campo.

In questi quattro anni passati ai margini della vita del settore arbitrale non mi sono mancate le occasioni per vivere in modo indiretto fatti che non hanno certamente contribuito a tenere alto il buon nome della nostra categoria.

Il tempo che ho a disposizione è limitato e non mi consente di raccontarli, ma ne basta uno solo carico di significato: il caso di un incontro di spareggio per la permanenza in serie A1 disputato il 1° giugno 2003 sul quale per problemi sorti all’interno dell’incontro intersociale il Giudice arbitro aveva adottato decisioni a dir poco non condivisibili.

Il risultato salomonico, però, è che entrambe le squadre hanno vinto ed entrambe le squadre sono state ammesse alla disputa del Campionato di Serie A1 2004. Alla faccia degli spareggi!

La domenica quando sono in corso di svolgimento incontri di Campionato a squadre di Serie A1 e non solo, ricevo telefonate da colleghi Giudici arbitro in difficoltà che mi chiedono indirizzi di immediata attuazione regolamentare in linea con la normativa vigente per risolvere situazioni critiche contingenti.

Sono ben felice di essere utile a questi colleghi convinto che i nostri rapporti debbano essere instaurati nel segno della massima e reciproca collaborazione alimentati anche da uno spirito di solidarietà che deve scattare quando un collega incontra difficoltà.

Ma gli indirizzi che provengono dal centro sono di tutt’altra natura, sono di mera gestione burocratica del settore, di staticità a tutto danno della dinamicità, della innovazione e della interattività con la periferia.

Questione morale presidente. E’ morale quando si inventano e si applicano modifiche regolamentari (leggi art.9 Regolamento Ufficiali di gara, atti ufficiali circolare n.1/2003 – nomina del presidente del Comitato Centrale Ufficiali di gara) volte alla sistemazione di questo o di quel personaggio politicamente amico, vero presidente!

Lei ama definire nemici della federazione soggetti operativi, competenti, decisionisti di cui la sua FIT ha vitale bisogno per sopravvivere, ma purtroppo macchiati dal peccato mortale di non essere vicini al suo pensiero politico.

Questi pseudo nemici, grandi appassionati amanti del tennis puro e disinteressato, da lei volutamente emarginati e ignorati sono però sistematicamente e simpaticamente contattati dagli Ufficiali di gara, oggi di gran moda ma spesso in difficoltà, per togliere loro, e alla sua FIT, le castagne dal fuoco.

Siccome, presidente, non avrò diritto di replica, a nome degli Ufficiali di gara competenti ma ghettizzati, sono fortemente gradite solo risposte pertinenti. Quelle ideologiche già le conosciamo. Grazie


[Edited on 1/12/05 da Giuliano Giamberini]
Giuliano Giamberini
 
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