EDITORIALE: aumento tasse reclami e ricorsi in relazione all

EDITORIALE: aumento tasse reclami e ricorsi in relazione all

Messaggioda Giuliano Giamberini » 02 apr 2003, 17:31

Prima di entrare nel merito dell\'argomento oggetto della nostra analisi, dobbiamo fare una doverosa premessa prendendo lo spunto dai risultati che il Consiglio federale intende conseguire con l\'aumento innescato nel 2002 delle tasse ricorsi e reclami: l\'aumento delle tasse su ricorsi e reclami ha l\'obbiettivo di ridurne il numero e di rendere così più agevole e rapido il funzionamento della Giustizia sportiva\".

Senza voler entrare nel merito della decisione del Consiglio federale e prescindendo dal risultato che si vuole raggiungere, questa affermazione non può non tenere doverosamente conto delle qualità professionali dell\'Ufficiale di gara, il cui comportamento è legato alle procedure di attivazione sia del Commissario di gara sia della Giustizia Sportiva e questa dimenticanza conferma, purtroppo ancora una volta, che l\'Ufficiale di gara è considerato solo un optional utile in momenti particolari per scopi che non hanno nulla a che vedere ed a che fare con la sua funzione dell\'essere Ufficiale di gara.

Questa affermazione (optional) non è fatta a caso, ma si basa su dati di fatto: oltre il 70% del totale degli incontri di Campionato a squadre previsti dal calendario ufficiale e più specificatamente quelli Giovanili, Veterani, Serie D1, D2, D3, D4 maschili e femminili, non si svolgono con la presenza del Giudice arbitro ma, quando va bene, con una sorta di verbale di accordo contestualmente sottoscritto dai capitani che, in sua sostituzione, ne certifica il risultato conseguito sul campo.

Inoltre, puntare sull\'aumento delle tasse dei ricorsi e reclami significa al tempo stesso coinvolgere direttamente il Giudice arbitro sul piano della sua esperienza personale assegnandogli una responsabilità non comune: egli non può più permettersi di assumere decisioni sbagliate per non mettere in una situazione di rischio (o di danno economico) capitani o giocatori che intendono ricorrere, come purtroppo è accaduto durante la prima fase di un Campionato a squadre importante, al Commissario di gara versando come tassa una cifra non indifferente praticamente a fondo perduto perché la decisione sul caso non era di competenza del Commissario di gara stesso ma del Giudice arbitro designato.

Ecco che allora si apre uno scenario allo stato mai preso in considerazione: urge finalmente rivisitare la figura e la cultura dell\'essere Giudice Arbitro che non può più avere una preparazione approssimativa e goliardica che è sempre stata dannosa ed è comunque solo causa di contrasti, malintesi e contraddizioni.

Questo, in realtà è il quadro della situazione attuale che denota una sorta di superficialità: spesso il legislatore formalizza decisioni la cui applicazione risulta difficoltosa a causa dell\'approssimativo grado di preparazione della struttura che è preposta alla loro attuazione.

Cosa ne consegue?

Una cosa semplice: diventa di estrema urgenza lavorare sul recupero della credibilità dell\'intero settore arbitrale con particolare riferimento ai Giudici arbitri.

Come?

A) Riformando il settore degli Ufficiali di gara iscritti all\'Albo della FIT verificando in primo luogo coloro che sono seriamente intenzionati al salto di qualità e parcheggiando gli altri.

B) Organizzando corsi specifici per \"formare i formatori\" con il fine di uniformare didatticamente a livello nazionale la comunicazione, il metodo di insegnamento, la casistica non formalizzata e quant\'altro utile a ridurre sempre di più il margine di errore sul piano operativo.

C) Istituendo una scuola seria di aggiornamento e perfezionamento di alta qualità e decentrata a livello regionale o interregionale.
Giuliano Giamberini
 
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