EDITORIALE: conti scontati all'Assemblea FIT

EDITORIALE: conti scontati all'Assemblea FIT

Messaggioda Massimo Rossi » 10 giu 2003, 20:22

Martedì primo aprile si è tenuta a Roma l’assemblea federale per l’approvazione del bilancio 2002.
L’approvazione c’è stata, e pure all’unanimità, ad eccezione di un astenuto (il sottoscritto).
Tale esito non deve indurre in errore circa l’effettivo e attuale supporto riconosciuto dalla base al Consiglio Federale, posto che all’assemblea in questione hanno partecipato pochi intimi (anche se non pochissimi) e tutti appartenenti all’area elettorale del presidente Binaghi.
Le opposizioni, se così vogliamo chiamarle, non si sono fatte vedere, o comunque sentire, e hanno sbagliato.
Come ho avuto occasione di ribadire nel mio intervento assembleare, infatti, è pessima abitudine del popolo tennistico intervenire in massa solo alle assemblee elettive, trascurando quelle intermedie.
Ma tutti sanno che la partecipazione dei delegati nelle occasioni di voto ha l’esclusivo scopo di farsi, appunto, portatori di deleghe, con la conseguenza che tutto è già scritto prima che la recita assembleare cominci, e gli interventi sul palco nulla servono a modificare un’espressione di voto che assomiglia più a una cambiale già firmata piuttosto che al frutto spontaneo di un autentico convincimento.
Le assemblee intermedie, invece, proprio a questo dovrebbero servire: a consentire ai rappresentanti dei Circoli, nell’ascoltare gli nterventi, di valutare quanto è stato sin li fatto, quanto non è stato fatto, e quanto si potrebbe fare di meglio.
Tutto questo aiuterebbe i delegati a formarsi un’opinione più attuale e concreta della conduzione federale, consentendo, se del caso, di indirizzare diversamente il proprio voto in occasione della successiva tappa elettorale.
Ma in questo nostro mondo è difficile, se non impossibile, scardinare il vecchio sistema della delega al buio, e fintanto che le cose andranno avanti così, non ci si potrà lamentare se il Tennis in Italia è sulla strada del definitivo collasso.
Tornando all’assemblea del primo aprile e al bilancio approvato, alcune brevi osservazioni possono essere utili.
Anzitutto il dato eclatante che emerge è che il Torneo di Roma, nell’edizione 2002, ha perso la considerevole somma di circa quattro miliardi e mezzo di vecchie lire.
E’ vero che l’edizione ormai vicina, come promesso in assemblea, dovrebbe invertire la rotta, ma il passato non si giustifica, nemmeno con il continuamente sbandierato fallimento della ISL.
Un altro dato assai preoccupante è quello del consistente calo del numero dei Circoli affiliati alla Federazione.
Nel biennio di questo “nuovo” governo federale il calo è infatti superiore a un venti per cento, con ben seicentocinquantotto affiliati in meno (3.193 esistenti al 31/12/2000 contro 2.535 al 31/12/2002).
Sempre tra le pieghe del bilancio federale si individua una realtà che merita una attenta riflessione, tesa a una eventuale modifica statutaria di grande rilievo (CONI permettendo).
Viene infatti indicato nel bilancio federale che il totale degli introiti che l’intero complesso dei Comitati Regionali ha realizzato, al di fuori delle somme riferibili ai versamenti di Circoli e tesserati, è pari alla modica somma di circa duecento milioni di lire.
In altre parole i Comitati Regionali hanno trovato contributi esterni, e sponsorizzazioni, per circa dieci milioni ciascuno all’anno in media.
Ora, se consideriamo che la spesa per il funzionamento dei Comitati Regionali è pari a circa due miliardi di vecchie lire, viene da chiedersi se una vera politica di decentramento non debba passare attraverso la eliminazione dei Comitati Regionali, magari potenziando quelli Provinciali, che istituzionalmente operano più sul territorio e, quindi, a più stretto contatto dei Circoli, con maggiore così potenzialità organizzativa e di propaganda.
D’altra parte oggi le competenze regionali sono pressoché nulle, considerato il decentramento del settore tecnico attraverso i P.I.A. (che sono gestiti dai Circoli) e la centralizzazione del sistema classifiche.
Come detto, l’argomento è rivoluzionario, ma in epoca di vacche magre qualche riduzione di spesa da qualche parte dovrà pure essere fatta.
In occasione della recente assemblea il Consiglio federale ha poi assicurato non solo che gli Internazionali d’Italia non perderanno più in termini economici, ma anche che potremo finalmente vederli in chiaro alla Televisione.
Non ci resta che sperare di vedere in Televisione anche qualche giocatore italiano, diversamente l’azione di giusta propaganda legata al mezzo televisivo rischia di restare sterile e del tutto improduttiva per la ripresa del Tennis in Italia.
Massimo Rossi
 
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